
« Te invoco, città di Persefone, città più bella tra i mortali, o amica del fasto... » Pindaro.
Posta su un altopiano formato da due colli, la Rupe Atenea e il colle di Girgenti, immersa nello splendido e incantato paesaggio della Valle di templi tra colline verdeggianti e valli rocciose che lentamente degradano verso il magnifico mare mediterraneo, Agrigento domina la costa sud occidentale della Sicilia. Addentrarsi tra le viuzze del centro storico, tra i vicoli che ''sanno'' di arabo e normanno, ammirare in silenzio, dalla sommità della città, la decantata Valle dei Templi... i bianchi rami dei mandorli fioriti o il rosso delle rovine al tramonto. E, ancora, il sarcofago ellenistico di Fedra o la perfezione marmorea dell' Efebo, gli stucchi barocchi nelle chiese del centro o la raffinata semplicità della chiesa di S. Nicola. Agrigento è tutto questo, ma ancor di più: è la realtà in cui prendono forma e si compenetrano gli scritti di Pirandello, la terra in cui, in occasione della festa di "S.Calò", l'anelito religioso si fonde con usanze e tradizione popolare; è la natura che prorompe nel ''mare africano'', nel candore della marna della ''Scala dei Turchi'' come nel suggestivo Giardino della Kolymbetra. Agrigento in altre parole è arte, cultura, storia, tradizione, mito e leggenda, che si fondono tutti insieme per dare vita ad un caleidoscopio unico di colori, odori, sapori che la ricca e benevola terra Giurgintana generosamente concede ai suoi abitanti e ai milioni di turisti che ogni anno accoglie tra le sue braccia.
Enrico.
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